Fotografare per capire

Ho scoperto la fotografia a 5 anni quando mi hanno regalato una Kodak Istamatic. Dal momento che sprecavo un sacco di pellicola, papà (che fotografa da sempre ed ha vinto concorsi importanti negli anni 50) mi ha insegnato a curare l’inquadratura, applicare la regola dei terzi e tante altre cose divertenti. Qualche volta mi ha portata in camera oscura dove ho assistito al miracolo della comparsa dell’immagine sulla carta. A 10 anni ho avuto una  Minox e libero accesso alla storica Rolleiflex 6×6 degli anni 50. Da allora non ho mai smesso di fotografare. Ho avuto la fortuna di viaggiare in tutto il mondo e di raccontare ciò che vedevo, dapprima in diapositiva con la mia fedele F4, poi in digitale. Ho frequentato circoli fotografici e concorsi ,dove ho imparato molte cose, ma soprattutto ho trovato molti amici. Ho frequentato il corso per Giudici federali FIAF perché volevo capire cosa rendesse una fotografia apprezzabile agli occhi di una giuria ed ho scoperto che non sempre sono le stesse cose che apprezzo io. La fotografia è un potete strumento di analisi,  che permette di concentrare l’attenzione su particolari che altrimenti poterebbero passare inosservati, è anche un modo per stabilire una relazione con persone e luoghi che altrimenti potrebbero “scivolarci addosso” senza coinvolgerci profondamente. Fotografo perché voglio trasmettere la mia visione del mondo, che magari non è quella giusta, ma è la mia, e perché ciò che rende il mondo interessante sono le differenze, pur sapendo che l’anima è la stessa ovunque